Italian poem
Emmisi chiusa alfin l'inferi porta
by Vittorio Alfieri (1749–1803)
Èmmisi chiusa alfin l’inferi porta, Da cui proruppe strabocchevolmente Flusso infinito di materia morta In negro-gialla bile aspra-fetente.
Il dolce sonno, che l’alma conforta, Già dal mio ciglio omai due lune assente, E in van chiamato, riede, e in don mi apporta E vita, e forza, e ardire, e carmi, e mente.
Or superbiam su via noi d’Eva prole; Figli del ciel, chiara progenie bella, Per cui soli si alluma e gira il Sole.
L’uom, che se stesso de’ suoi pregi abbella, Se sgombrar vuol dal suo pensier tai fole, Sieda un solo mesetto alla predella.
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