Versos Italian Vittorio Alfieri Era l'amico, che il destin mi fura

Italian poem

Era l'amico, che il destin mi fura

by (1749–1803)

Listen in the reader

Era l’amico, che il destin mi fura, Picciol di corpo, e di leggiadre forme; Brune chiome, occhi ardenti, atto conforme; E scritto in viso: Io son d’alta natura. Liberissimo spirto in prigion dura Nato, ei vi stava qual leon che dorme; Ma il viver nostro fetido e difforme Ben conoscea quell’alma ardita e pura. Null’uom quasi apprezzando, (a dritto forse) Nullo pur ne odíava; e a tutti umano, Sol ben oprando ei stesso, i rei rimorse. Troppa era ei macchia al guasto mondo insano: Invidia, credo, i lividi occhi torse, E a Morte cruda lo accennò con mano.