Italian poem
Era di maggio il quarto giorno e l'ora
by Vittorio Alfieri (1749–1803)
Era di maggio il quarto giorno, e l’ora Pria della sesta, il dì che fuor mi trasse Di dolce vita; e il rimembrarlo ancora Mi duol, come ora il cuor mi si schiantasse.
Dal punto in poi, per me non sorse aurora, Che noja, e pianto, e guai non mi arrecasse; E sì pur vissi, che la speme ognora Con sue lusinghe il viver mi protrasse:
Ma un morir lento era la vita mia; Il mio poco intelletto, e il gran desire D’acquistare alta fama in me languia.
L’ingegno e il cor mi sento or rïaprire, Nell’appressarmi all’alta leggiadria, Che darà breve tregua al mio martíre.