Versos Italian Ada Negri Dal Profondo

Italian poem

Dal Profondo

by (1870–1945)

Listen in the reader

Nostalgia mi cacciò dalla mia nitida casa, ove i fiori in snelle coppe odorano. Ed un guarnello d'operaja indosso mi mise, e al collo un fazzoletto rosso.

E son venuta ove le basse fabbriche serpi di fumo snodan dai comignoli; e di cordami e di carbone e d'assi ingombri son gli spiazzi irti di sassi.

Ecco, e respiro il noto odor di polvere e di tintura, odo la danza ritmica dei telaj dietro alle finestre nere, e canti uguali a bibliche preghiere.

Fratello, che t'affacci sulla soglia e assomigli nel sajo a un prence barbaro, dammi una spola che tra bianchi fili passi e ripassi con guizzi sottili:

e tu, fabbro, che il maglio sull'incudine batti in cadenza, a domar ferro e bronzo, e tu, artiere del legno, che la grezza pianta ti foggi in forme di bellezza:

e voi che in alto, sovra palchi aerei, con acciajo e cemento enormi gabbie costruite, ove un giorno i ricchi schiavi si chiuderan con sapïenti chiavi:

e voi del marmo, e voi del fulvo cuojo mastri, ch'io viva nel compatto fremito del vostro sforzo, fra di voi perduta, o asservitori di materia bruta.

Nè mi chiedete il nome mio: sui ciottoli della strada mi cadde, ed a raccoglierlo io non mi volsi: il nome io l'ho nel viso, e nell'ardor del mio selvaggio riso.

Camminerò con voi, presa nell'impeto della corrente rapinosa, in gaudio: canterò per la vostra anima oscura il ditirambo della forza pura.

E se materia sull'artier si vendica, canterò che la morte è necessaria: l'opera all'uomo e l'uomo all'opra sia come l'anima al corpo.--E così sia.--

Basti alla nostra sete un sorso d'acqua, ed alla fame un pane, e al sangue un palpito di giovinezza; e dai possenti amori balzino razze di dominatori.

E il Sol su noi, dentro di noi, magnifico dator di grazia, che pei Puri sfolgori: e se gioja ne investa dal profondo, piccolo sia pel mio peana il mondo.

----

Nota dei trascrittori

I seguenti refusi sono stati corretti (tra parentesi il testo originale):

33 in vorticoso baratro d'oblìo [oblio] 55 soggòlo [soggolo] curva un poco, un po' rugosa 71 ai davanzali rossi di geranî [gerani] 87 lo [o] sentiva nel rombo d'ogni arteria 191 venìa [venia] Primavera in leggiadre 199 Chi or non vide, nel sogno, dentro un mare [mar]