Versos Italian Ada Negri Fior Di Plebe

Italian poem

Fior Di Plebe

by (1870–1945)

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Tu la vedesti mai?... Sembra di rame La sua pelle morata. È una dea che ha per letto il nudo strame, Una dea folleggiante ed abbronzata.

Sorride sempre ed ha sì bianchi i denti, E il labbro sì vermiglio, Che ti provoca ai baci.--In cor tu senti L'alta malìa del luminoso ciglio;

E un turbamento che spiegar non sai Le tue viscere afferra. Ma d'esser bella ella non seppe mai, E non ama che me sopra la terra!...

.... Tutte le sere, sola, essa m'attende Su quel canto di via. Quando mi vede, l'occhio suo s'accende, La sua voce diventa melodìa;

Ed all'orecchio mi bisbiglia cento Folli e semplici cose.-- Il batter lesto del suo core io sento, L'alito de le labbra desïose;

E sento che benchè ricco soltanto Io sia d'un saldo braccio. Ella sarà felice a me daccanto, Niuno la strapperà da questo abbraccio!...

.... Sai?... Le dissero un dì ch'io la tradìa; E le dissero il nome Da la nemica.--Tacita s'avvia. Anelante il respir, sfatte le chiome;

La vede, la minaccia, s'accapiglia. La sfregia con un morso; Come indòmo cavallo che si sbriglia. Tutta la rabbia sua disfrena il corso.

.... Io ritorno alla sera.--A me s'avvince Ella, tutta tremante; E colla voce che ogni sdegno vince, Col grand'occhio bagnato e supplicante,

Scomposta, paurosa, scarmigliata, Bellissima d'amore, Umil come una schiava appassionata, Ammalïante come schiuso fiore,

«Perdonami,» susurra,--e colla mano Carezzando mi viene-- «Non disamarmi, non fuggir lontano.... Mi vendicai perchè ti voglio bene.»