Italian poem
Funerale Durante Lo Sciopero
by Ada Negri (1870–1945)
Carro povero e nudo e senza un fiore che lentamente porti il fèretro del vecchio muratore a la casa de i morti,
come un carro di re verso il riposo che non ha fine, vai: il corteo che ti segue è glorïoso come niun altro mai.
Son diecimila e pur sembrano un solo, calmi, quasi sereni. Unica e grande sul compatto stuolo par che un'idea baleni;
e nel ritmico passo e ne l'uguale respiro e ne le assorte fronti parli e s'affermi, alta sul male, sul pianto e su la morte.
«O Camerata, che ne l'aspro e degno conflitto eri con noi, e moristi, sperando, in questo segno, fra le braccia de' tuoi;
volgiti indietro, e guarda. Eccoci tutti a le tue pompe estreme. Quel giorno solo noi verrem distrutti che non saremo insieme.
Sappiamo ormai che, in nostra fede avvinti, rinnoveremo il mondo. Son retaggio de i deboli e de i vinti il gesto furibondo,
il cieco sasso, de gli incendii il lume sanguigno, e il pazzo urlare. Noi siamo il grande e maestoso fiume che volge il corso al mare;
il ghiacciaio noi siam bianco e silente che leva al ciel la fronte, e a poco a poco, inesorabilmente, spacca e sommuove il monte.
L'ultimo aiuto e la speranza estrema perduta avrem dimane. Non tener, Camerata. Il cor non trema se pur ci manca il pane.
Oh, come lungi ancor le radïose battaglie del lavoro, fra canti di fanciulli e aulir di rose sboccianti a l'albe d'oro!...
Quante vittime ancor lungo la via irta di sassi e spine, ne la guerra inugual, ne l'agonia tremenda e senza fine
de la fatica che non ha conforto, de la scarsa mercede, del duro pane!... O Camerata morto, dormi, ne la tua fede.
Siam diecimila in torno a la tua cassa, doman sarem milioni. L'ira nostra non è turbin che passa denso di lampi e tuoni:
è l'avanzar compatto ed incessante fra torbidi perigli, non per noi, non per noi, ma per le sante gioie de' nostri figli:
è il batter senza tregua coi pesanti martelli il duro masso, a poco a poco disgregando, ansanti, le vèrtebre del sasso:
nostra fede portar come un bel fiore su l'elsa d'una spada: stringer le file se un fratel ci muore, e seguitar la strada.»