Italian poem
Hai Lavorato?
by Ada Negri (1870–1945)
Dunque tu m'ami. Hai confessato; or, trepido, Taci ed attendi, e ti scolora il viso Un'onda di pallor. Vuoi dal mio labbro un bacio ed un sorriso. Vuoi di mia fresca giovinezza il fior!...
Ma dimmi: L'ansie, le battaglie e gl'impeti Sai tu d'un ideal che mai non langue? Sai tu che sia soffrir?... Che ti val la tua forza ed il tuo sangue, L'anima tua, la mente, il tuo respir?...
Hai lavorato?... Le virili insonnie De la notte in severe opre vegliata, Di', non conosci tu?... A qual fede o vessillo hai consacrata La tua florida e bella gioventù?...
Non mi rispondi.... oh, vattene. Fra gli ozî Lieti di sonnolente ore perdute Torna, vitello d'ôr. Torna fra balli, carte e prostitute; Io non vendo i miei baci ed il mio cor.
Oh, se tu fossi affaticato e lacero, Ma coll'orgoglio del lavoro in faccia, E una scintilla in sen; Se stanche avessi l'operose braccia, Ma t'ardesse nel grande occhio un balen;
Se tu fossi plebeo, ma sovra gli uomini Cui preme e sfibra il vile ozio codardo Ergessi il capo altier, E nel tuo vasto cerebro gagliardo Avvampasse la febbre del pensier,
Io t'amerei, sì!... T'amerei per l'opre Tue vigorose e la tua vita onesta. Pel sacro tuo lavor; Sovra il tuo petto chinerei la testa. Forte di stima e pallida d'amor!...
Ma tu chi sei?... Da me che speri, o debole Schiavo languente fra dorato lezzo? Sgombrami il passo, e va. Non m'importa di te--va--ti disprezzo, Fiacco liberto d'una fiacca età!...