Versos Italian Ada Negri Il Sogno Di Draga

Italian poem

Il Sogno Di Draga

by (1870–1945)

Listen in the reader

Sorrise con labbra procaci, con piccoli denti felini la donna al suo sogno, ne l'ombra. Sì grande era il sogno che vincer le parve follìa; ma grande era pur la malìa de gli occhi d'amore, di sotto a le pàlpebre chini; ma il fiero destino era scritto nel suo nome, nel suo nome, lucente, terribile e dritto qual filo di spada. Creata ad ambigue vittorie ella era; in quel corpo era chiusa la forza di tutte le glorie del senso.--Ella sorse.--L'effusa sua chioma pareva una veste regale.--Ella andò.--Le tempeste a lei saettavano i fianchi, gonfiandole il labbro di sfide, gonfiandole il cuore d'orgoglio. Salì fino a te, salì dal tuo letto al tuo soglio, o giovine re!...

*

Co' suoi tenebrosi capelli la pallida Maga t'avvinse. Tu, contro la storia e la plebe, tu, contro i destini di patria, fanciullo selvaggio, bevesti a quel bacio, a quel raggio la fede, la vita. Ed ella il tuo cuore si strinse nel piccolo pugno di fata, invincibile, invincibile, allor che, al tuo piede prostrata, susurrava: T'amo.-- Mentiva. Mentiva, pel trono gonfiando il suo grembo infecondo, indegna di tregua e perdono, profanante a gli occhi del mondo per sete di regno un altare. Sfidò, come scoglio nel mare, il nembo fischiante.--Fu sola in faccia a l'Europa.--Con denti difese e con unghie di belva il suo sogno, o re. E cadde qual tigre a la selva, ma cadde con te!...

*

Regina di Serbia, stanotte scordasti, per l'ore solenni, la veste di rosso broccato?... Purpurea qual sangue di vinti è la tunica slava che avvolger ti dee, prima schiava d'un torbido regno, di patria ne l'ore solenni. Ma gli ebbri soldati, o superba, ti preparano, ti preparano, col piombo, la tunica Serba. Per vènti ferite cadendo, due volte sovrana, scontando con l'empio martirio la gloria terribile e vana, il vano infecondo delirio, scagliando ancor l'ultimo insulto sul viso a la Serbia in tumulto, tu insanguinerai terra e mare col tuo sangue di leonessa. Il manto regal di Teodora volesti per te. Or cadi, com'essa, ne l'ora fatale de i re!...

*

Nel campo ove immemore l'erba verdeggia su l'umili fosse, o Draga, il tuo sogno è sepolto con te.--Tu passasti sul capo di cento ribelli, sul filo di cento coltelli, fra il plumbeo silenzio che cova fragor di sommosse, armata di scudo e d'elmetto pel tuo sogno, pel tuo sogno, che or serri, in eterno, sul petto. Tessuto di perle e d'oro, gemmato di ardenti rubini, grondante di sangue, ti avvolge le membra possenti fra spire fantastiche d'angue. In vita toccasti il tuo segno: nel mondo godesti il tuo regno: se rosso martirio ti lava, se crisma di morte t'assolve, riposa--o pirata del soglio.-- Riposi con te, sgabello al tuo misero orgoglio, il fosco tuo re!...