Italian poem
Il Volto
by Ada Negri (1870–1945)
Talor,--quando ti credi sola, e ignori che nell'ombra gelosa in cui t'interni ti spìano i miei seguaci occhi materni,-- in un pensiero il volto trascolori.
Cinte le braccia ad arco sui ginocchi, tesi il mento e la bocca in un superbo gesto di volontà, pensi. Niun verbo può dire quel che dicono i tuoi occhi.
Ardor di sangue, ardor di fede, vampo represso.--Ma è ben tuo, figlia, quel viso?... Ove io lo scôrsi, un giorno?... e avea quel riso interïore, e quel selvaggio stampo
d'adolescenza conscia d'esser viva per esser forte!... Ove lo scôrsi?... Forse nell'altra vita. O, forse, in sogno. O, forse, in uno specchio. Ah, mi ricordo!... Empiva
del suo denso pallor la fredda lastra appesa al muro. E mi guardava, fisso. Era il mio volto, sôrto da un abisso d'ombra, e riflesso in torba acqua verdastra:
nuovo a me, dal grande arco delle ciglia al labbro acceso: cerchio inebriante d'enigmi, ove affondavo il cuor tremante: ed ora è tuo perchè il trasmetta, o figlia.