Italian poem
In Alto
by Ada Negri (1870–1945)
Sogno.--Dinanzi al mio vagante sguardo Una turba fantastica traluce Tutta ravvolta ne la rossa luce Del tramonto di giugno austero e tardo.
Son macri volti e petti strazïati, Teste coperte di polve e di spine, Sfolgoranti d'amor luci divine, Corpi da interne piaghe divorati.
Ed io domando: Ma chi siete voi, Che accennando sfilate a me davanti, E m'arridete, taciti e raggianti, Nella gloria del sol?...--«Noi siam gli eroi,
Siam l'inspirata e tragica coorte Che sui campi di guerra e sugli spaldi Fra cozzo d'armi e risuonar di caldi Inni, i petti robusti offerse a morte.
Gli sventurati eroi siam del pensiero, Siam la falange macera e sfinita Che invanamente consumò la vita Ne la ricerca del fuggente vero.
Soldati fummo, martiri e giganti: Nostre le pugne, i sacrifici e l'onte. Nemico ferro ci squarciò la fronte, E pur cadendo singhiozzammo: Avanti!
E plebi insane inferocîr su noi, E vilipesi fummo e lapidati, Crocifissi, derisi, torturati, Senza tregua o quartier!... Noi siam gli eroi.»
.... Ed io sorgo ed esclamo: Oh, perchè mai Tanti sospiri e tante vite infrante, E tante ambasce e tanto lutto, e tante Serie infinite d'infiniti guai?...
Perchè s'insegue con rovente ardore Un ideal che balenando sfugge, Perchè piangendo l'anima si strugge Nel desìo, ne l'inganno e nell'amore?...
Perchè?...--Dinanzi al mio sognante sguardo La fantastica turba ancor traluce, Tutta ravvolta ne la rossa luce Del tramonto di giugno austero e tardo:
Dai volti radïosi e senza velo Spira una calma che non è terrena: Schiudendo la pupilla ampia e serena Segnan col dito, sorridendo, il Cielo.