Italian poem
Immortale
by Ada Negri (1870–1945)
Io voglio, io voglio vivere, e aver sempre vent'anni, Sfiorar tutti gli spazii col vol di tutti i vanni, Rider, gioire, amar; Vo' inebbriar di raggi la gioventù superba, Lieve siccome un'ala, fresca qual filo d'erba, Limpida come il mar!...
Io ti ripudio, o Morte.--Amo la fiamma e l'onda, Amo la terra sana che ai baci si feconda Del Sole ammaliator; Titanica fucina ove i magli giganti S'abbatton senza posa d'innumeri braccianti Con epico fragor!
Pel labbro mio che beve le dolci aure serene, Pel vigoroso sangue che m'arde ne le vene, Pel bacio e pel desir, Pel folle riso ingenuo che scopre i bianchi denti, Per quest'intima forza che m'anima ai possenti Sogni de l'avvenir,
Per tutto ciò che nasce, per tutto ciò che spera, Che fra le nubi e l'alme solleva una bandiera, Che ride a un ideal, Che su la terra come foco d'incendio splende, Che pugna e che trionfa, si spegne e si raccende, Fato, mi vo' immortal!
Alla salute, ai muscoli, ai sensi, a l'opre umane, Ai cerebri assetati di verità sovrane, Ai più felici amor, A le madri che allattano, ai padri affaticati, A le cittadi, ai monti, ai boschi, ai solchi, ai prati, Al buon frumento d'ôr,
Ai sacrifici occulti e ai magnifici errori, A l'energie del genio e ai palpiti de' cuori, Al moto, al suono, al vol, Io sciolgo, io sciolgo un inno irrefrenato, indomo; Semplice come spica, robusto come l'uomo, Eterno come il Sol!...
Soffrir?... soffrire è vivere: è la vertigin muta, La voluttà tremenda, cieca de la caduta. Giù, sino al fondo, giù: Udir del precipizio la soffocata voce, Dissetarsi di fiele, piegar sotto la croce, Singhiozzare: mai più....--
Poi scorgere ad un tratto nel buio un tenue raggio. Rinascere a la speme, a la luce, al coraggio, All'amore, a la fè: Aggrapparsi a una corda, sentir nel corpo esangue Scorrere a fiotti, a gorghi un rinnovato sangue, E rïalzarsi re!
Per chi teme la lotta, si spalanchi un Taigete; I deboli travolga la gialla onda di Lete, Fredda come un avel: Maledetto chi trema e si rivolge indietro, Chi sta qual ombra nera di fluttüante spetro Stesa fra l'uomo e il ciel!
Io salgo.--Dei fidenti, dei liberi, dei forti Su pei dirupi alpestri mi seguon le coorti Sacrate a l'avvenir; E del meriggio innanzi a la dorata gloria Io l'orifiamma sventolo e canto la vittoria Di chi non può morir!...