Italian poem
L'Acquazzone
by Ada Negri (1870–1945)
Si sciolsero le nubi, a l'improvviso: piovve a dirotto.--Al limite del campo vidi la bimba, fra uno scroscio e un lampo, bello fra i ricci bruni il fresco viso.
Tesi le braccia; ed a traverso il nembo la bimba accorse, fradicia e ridente, e mi cadde sul cuore, e il suo fremente piccolo corpo mi raccolsi in grembo....
.... Passano i giorni, passano--e si muore. Ben altre furie di tempesta tu affronterai--ma non ci sarà più la tua mamma a raccoglierti sul cuore.
CANTA A' MIEI PIEDI....
Canta a' miei piedi, come uccel fra i rami, la bimba.--Come zolla a primavera, per lei la stanza olezza di ciclami.
Parla con la sua bambola, e la culla con miti atti materni, e con lei ride. Nulla mirai di così dolce, nulla
udìi che avesse la freschezza alata di questa voce: aura tra foglie, vena garrula d'acque, musica sognata....
.... Testina bruna e bocca di sorriso, cuore che vivi di felicità, io penso, intenta e scolorata in viso,
a l'avvenir che fra le nebbie sta.
Come lontano!... ma verrà.--V'è un'ora per tutto.--Or giochi; ed in te dorme intanto l'eterna sfinge che se stessa ignora.
Dormono istinti e sogni, e il bene e il male, e l'energie de la tua razza, e il foco roditor de la carne, e l'ideale;
l'opera forse ch'io non ho compìta, e che risorgerà per la vittoria in te, vibrando di più vasta vita;
forse il poema de l'uman dolore.... .... Potrò seguirti per l'ignota via?... Perdutamente ora ti stringo al cuore,
o bimba, o bimba, or che sei tutta mia.