Italian poem
L'Ora
by Ada Negri (1870–1945)
Cala qual nembo sul mio cor di vergine L'ora sacrata de la passïone: È notte e ne la tenebra Cova un incanto di perdizione: È notte e tu non sai, Tu che dormi da me così lontano, Ch'io, bianca in volto e con le mani in croce, Chiedo il tuo bacio in vano.
Mai più, mai più ne' miei grand'occhi il raggio Di questa prorompente giovinezza Sorriderà sì fulgido, E le mie labbra avran questa dolcezza: Mai più l'acceso spirto A te verrà con vïolento grido, Come augel che trillando ai boschi, ai cieli, Ebbro si slancia al nido.
Il desiderio mio ne l'ombre tacite, Rogo e martirio, lampeggiando avvampa: Ma l'ora passa--e spegnesi, A poco a poco, la solinga vampa. L'alba, triste nei veli, In un pallore di sudario spunta: Perduta è l'ora de la nostra ebbrezza: Essa morì consunta.