Italian poem
L'Ombra
by Ada Negri (1870–1945)
Sediamo, tacendo, sul queto balcone che guarda il giardino: io cucio, e tu fingi di leggere: ti gioca la bimba vicino.
Rintoccan da lungi le piane campane de l'Ave Maria. Un'ombra ci scende su l'anima, non sai, non sappiamo che sia;
così, come un'ombra di nube o d'ala, che rapida passa. Non dico la cosa terribile, nè pur con la voce più bassa:
lo so, temerario è tentare la morte, sia pur con un detto. --Silenzio.--Tu stringi con braccia di ferro la bimba al tuo petto.
.... Passaron per te, con la vita, le torve tempeste del cuore, le smanie che a te pur sembravano, --e forse non eran--l'amore:
passaron per me, con la vita, degli estri il magnifico grido, e i sogni di gloria.--Ci pènetra ormai la dolcezza del nido;
per questa dolcezza viviamo, serrati a la bimba, così.... Che cosa faremmo, se l'angelo di casa non fosse più qui?...
*
Io, sì, potrei vivere ancora, sai?... viver fra i muti balocchi, gli sparsi alfabeti e le bambole sue bionde, che chiudono gli occhi:
canuta e disfatta, ma vivere, per vincer con torbida e forte superbia il mio strazio, e costringerlo nel verso che sfida la morte:
costringerlo tutto, con brani di cuore, cogli urli supremi, con tale irruenza di spasimo che il mondo ne soffra e ne tremi....
Ma fuor de la semplice culla che il bianco tuo fiore cullò, oh, tu non avresti più nulla, tu t'ammazzeresti.--Lo so.--