Italian poem
L'Oasi
by Ada Negri (1870–1945)
Chi ti condusse alle incantate soglie?... Non sai. Lasciasti l'ombra nel cortile diaccio, di pietra. Ora nel dolce aprile un aroma di mammole t'accoglie.
Ma forse sogni. Oh, non destarti, o squallido cuore infermo!... A capriccio, piove e spiove: sotto le rade lacrime non move pure una foglia, e il cielo è tutto pallido.
E le gemme sui bronchi sono bionde d'infanzia; e i peschi e i mandorli ed i meli, entro le aeree nuvole dei veli caduchi, attendon l'ora delle fronde.
Chiare ombrelle di salici s'affacciano ai cancelli ove a spire il biancospino s'ingiglia. A tratti, nel languor divino, qualche petalo muor su la tua traccia.
Tutto è sì lieve che par fatto d'ale e d'aria: anche il tuo passo e la tua forma terrena: e il senso par che in te s'addorma sotto l'incanto che non è mortale.
Giardini ignoti sotto cieli ignoti benedicenti!... Or tu rinasci, infante gaia, con pura bocca ancor fragrante di mistero, con puri occhi ancor vuoti
di visïoni: occhi di maraviglia innocente, pel prato ch'è sì verde, pel cielo ove la nuvola si perde e il pesco che tremando s'invermiglia.
Niuno ancora sul labbro ti baciò. Niuno ancora sul cuor ti camminò, le vesti con le carni ti stracciò, sotto suola di ferro ti pestò.
Sàlvati!... Spranga della tua memoria tutte le porte!...--Sei bambina.--Hai viso di fiore, carne che non duole, riso senza doppiezza, cuore senza storia.
Scrive ora sulla tua pagina bianca i primi segni di bellezza il petalo aerëo, che in tacita e quieta discesa, dal sognante albero, manca.
T'appare, per la prima volta, Iddio. Ne hai, sommo, per la prima volta, il senso. Te adori in Lui, Lui stringi in te. L'immenso Volto si assorbe nel tuo volto pio.
In fiore in frasca in nube in acqua in pianta l'anima inesauribile ritrova la sua gioia d'origine. Oh, la piova d'april ti lavi, o Rinverdita!... E canta.