Versos Italian Ada Negri La Gioja

Italian poem

La Gioja

by (1870–1945)

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Uscì Fiammetta nel tramonto roseo dall'opificio, con le eguali a fascio. Rise, con l'insolenza de' suoi sedici anni, al cortil di pietra, al folle stridere delle rondini intorno, al gran comignolo nericcio, al sol che s'indugiava obliquo delle montagne sulle vette cupree. Ma, giunta a salti su l'erboso spiazzo, sfavillò d'allegrezza udendo un barbaro organetto suonar la tarantella. «Ohè, danziamo!...» E si slanciò la vergine bruna, e fu tutto un turbinar di giovani coppie in cadenza ondoleggianti, e un vivido balenìo di pupille e scoppi tremuli di risa, e strilli, e rapidi richiami. .... Sovra tutte leggiadra era Fiammetta: sovra tutte felice era Fiammetta: i suoi denti splendean nell'olivastro volto con fresca purità selvaggia, ogni nervo ogni tendine ogni muscolo del suo corpo gioir parean nel libero moto: danzar pareva anche col cuore, donarsi intera, come offerta a un bacio, la flessuosa vergine Fiammetta. Gioja d'essere al mondo; e d'aver sedici Aprìli, un nastro al collo, una purpurea bocca fragrante e membra alate al ritmo, e di sentirsi dir: Come sei bella!... Gioja di morder nella polpa morbida dei frutti--e d'esser pari al frutto acerbo che il sol penètra e niuno ha côlto ancora.--