Italian poem
La Madonna del Soccorso
by Ada Negri (1870–1945)
La Madre andò col suo piccino in braccio, avviluppata nell’oscuro scialle. Aspro un singhiozzo le scotea le spalle: cerbïatta parea che fugge il laccio. E scese il monte e traversò la valle,
e la città raggiunse; e ad ogni porta bussò, chiedendo, per pietà, lavoro. Alzava sulle braccia il suo tesoro: ogni rifiuto la facea più smorta, più spersa in mezzo al lastrico sonoro.
Al suo pavido cuore era nemica la folla che ti spinge e non ti sa, che, cogli occhi al suo segno, va e va soverchiandosi a gara, e par che dica — Scòstati!... — a chi dappresso le ristà...
la folla con mille arti e mille forme e mille accenti, rapida, incalzante, sempre diversa e sempre a sè davante sospinta in corsa, col suo mugghio enorme, coll’acre ardor della sua forza ansante....
E la madre cercò deserte vie ove accucciarsi come un can perduto. «Dio, che ti stai così lontano e muto nei cieli, Dio che vedi le agonie delle madri e dei bimbi, ajuto, ajuto!...»
....Una porta s’aperse. — Erma, corrosa: e sulla soglia molte facce emunte che fame febbre tedio avean consunte
disser cogli occhi: «O Madre dolorosa, sieno le nostre povertà congiunte!...
«Noi siamo i radïati dalle file degli uomini. Al lavoro invan le braccia offrimmo. Civiltà che ne discaccia dall’opre, questo asil d’inerzia vile ne schiude. Vieni, o disperata in traccia
di rifugio!...» E col lacero mantello uno l’avvolse, e arrise al suo bambino: uno le disse: «Siediti vicino al focolare.» — E tutti: «Oh, come è bello, rondinella, il tuo stanco rondinino!...
«Rondinella tu sembri al bianco viso fra il nero dello scialle e delle chiome: trepida, senza nido e senza nome, osi, pur fra le lagrime, un sorriso.... Riso lucente, in fitta ombra di chiome!...
«Resta!... Diventerai Nostra Madonna del Soccorso!... Ci porterai fortuna!... Noi faremo al tuo piccolo una cuna di stracci, e nella tua misera gonna sarai chiara per noi come la luna....»
.... Ella rimase. E ritrovò per loro i canti del natìo monte selvaggio. Vibrava in essi il rullo del coraggio, vibrava in essi il rullo del lavoro, qual rombo di guerresco carriaggio.
«Fratello in Cristo, è tua la vita bella, se forzerai le porte del destino!... Riprendi il sacco, mettiti in cammino, taglia le siepi, abbatti i muri, della tua forza tempra un’arma d’oro fino,
e vinci se non vuoi vinto cadere, para, se vuoi che colpo non ti tocchi!...» Così cantò, col riso e il sol negli occhi,
la Madre. Ognuno avidamente a bere quella dolcezza si gettò a ginocchi.
Poscia, con rude vigoria d’assalto, verso nuove conquiste si scagliò. E colui ch’era vinto dominò. E colui ch’era a terra ascese in alto. E la Suscitatrice si nomò per essi e pei lor figli, ora e nel corso dei secoli, Madonna del Soccorso.