Versos Italian Ada Negri Libertà

Italian poem

Libertà

by (1870–1945)

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--Il tuo nome?...--mi chiese il vagabondo, camminando con me lungo un fossato. --Lo lasciai sui registri dello stato civile, in un grigio angolo del mondo.

Mi schiaffeggiò di me cruda vergogna fra l'uom, belva di cauta zanna losca che per meglio colpir meglio s'imbosca, e la femminea serica menzogna.

Se uomo e donna tali sono, io voglio esser altro. Esser altro!... E pur m'è tolto strapparmi questo corpo e questo volto umani a strazio del mio duro orgoglio.

Buffa e tragica cosa, essere inscritto nello stato civile, a chi il suo crisma chiede all'eterno, a chi nel vasto prisma dell'anima rifrange anche il delitto!...

Buffa e tragica cosa, avere un nome che ognun dice, bestemmia, ama, ricorda!... È il doppio nodo, al collo, della corda che un dì ti strozzerà, nè saprai come.

Così fuggire, è pazzo ed è sinistro, lo so,--soli col nostro aspro coraggio. Ci arresteranno per vagabondaggio, fratello!... E v'è anche in carcere un registro.

Lì ben dovranno imprimere le scarne dita il suggel di riconoscimento, il nome: tatuaggio che l'armento umano porta sulla viva carne....

Ma noi--tendi l'orecchio, a bassa voce parlo, che non ci ascoltino i roveti-- ma noi ci fingeremo analfabeti, fratello!... E traccerem, nuda, una croce.

*

Croce di vita!.... L'ombra delle braccia nere, tese all'amplesso senza scampo, per monte e valle, per foresta e campo ingigantisce sulla nostra traccia.

Liberi?... Hai tu la tunica del vento, forse?... Puoi star senz'acqua e senza fuoco?... Illudimi, se puoi. Sol per un poco calmalo, questo mio vano tormento.

Chiamami Alba quando l'alba è in cielo, chiamami Sera quando il ciel s'addorme. Non separar le mie terrene forme dall'albero, dal musco, dallo stelo.

Io non fui d'altri e non sarò mai tua, io son di me: pur m'è tremendo il giogo del lento corpo: se il sol fosse un rogo, dentro m'avventerei, per esser sua.

Fra gli uomini che odio e il Dio che agogno sta la vita: ed ucciderla non posso: ella, ella sola è il tramite che, rosso di sangue, tutta mi congiunge al sogno.