Italian poem
Ora Piena
by Ada Negri (1870–1945)
Ora mia, tutta mia, di solitudine piena!... Dardeggia l'anima al suo vertice, vermiglia come il sommo di quegli alberi che il sol d'Ottobre, declinando, imporpora. Fui dunque cieca sino a ieri?... I liberi giochi dell'ombra e della luce, il ritmo d'ogni forma terrena, le flessibili grazie dei bimbi e delle donne, i rapidi voli nel cielo di quell'auree frecce che son gli uccelli, e l'anelar degli uomini verso un lor segno, e l'acre ansia di gioja e di potenza che a lottar li scaglia, nulla io vidi sinora?... Alita e sfolgora la vita bella, dentro e intorno a me!... La vita è bella, anche se il cuore piange!... Ov'è il torvo dolor che inconsolabile ieri mi parve--e m'uncinava fibra per fibra--ed io per isfuggirlo uccidermi volevo?...--Forse in quel polverìo d'atomi che in un raggio di sol purpurei danzano?...-- Serenamente or mi contemplo vivere: ondeggia il ritmo del mio sangue al ritmo dell'ore in terra, delle stelle in cielo: carne son io che si fa luce ed aria, puro elemento dell'eternità.