Versos Italian Ada Negri Sulla breccia

Italian poem

Sulla breccia

by (1870–1945)

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Passan, compatti, tragici, severi, Colla testa scoperta. La cassa dell’estinto è ricoperta Di lunghi veli fluttuanti e neri.

Un pensoso dolor fra ruga e ruga Su le fronti s’incide. Su loro invan da l’alto il ciel sorride; Sgorga tacito il pianto, e niun l’asciuga.

Fra le travi inchiodate egli riposa, Rattratto e sfracellato. Lavorava sul tetto; e s’è spaccato, Cadendo, il capo su la via sassosa

Pieno di speme e di gagliarda vita, Bello come un Titano, Cadde. — Or la fredda e raggrinzata mano Stringe il cor d’una vedova sfinita;

E via lo porta nei recessi austeri Del sonno e dell’oblio. — Sotto il dito terribile d’un Dio Passan, compatti, tragici, severi;

E pensano. — O destin!... Com’egli è morto Forse anch’essi morranno. Il bracciante è soldato; essi lo sanno. — Gonfiasi il petto, e il volto si fa smorto.

Erculei sono e coraggiosi, ed hanno Ai lor sogni una meta. Una famiglia e una casetta lieta, E forse, sul lavor, doman cadranno

.... Da un tetto, nel fragor d’un opificio, Sotto un crollo di vólta; Ma il grido di chi muor nessuno ascolta Niun comprende il supremo sacrificio

Sorgono i vivi al posto degli estinti: Sul lutto è la speranza: Sconfinato è l’esercito che avanza, Serenamente calpestando i vinti:

E come corron su le fosse mute I bambini festanti, Vanno le turbe, ignare e rimugghianti Sui resti de le vittime cadute. —