Versos Italian Ada Negri Suor Nazarena

Italian poem

Suor Nazarena

by (1870–1945)

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Oggi venni a trovar Suor Nazarena che sempre ride così dolcemente col suo riso ove manca qualche dente e pure ha tanta nobiltà serena;

e che pare una bimba sotto il bianco soggòlo, curva un poco, un po' rugosa. Io non conosco più soave cosa della sua voce, pel mio cuore stanco.

Ella mi disse: «Sono pochi i fiori nell'orto!... Ottobre ce li porta via tutti!... V'è qualche rosa tuttavia, ma i crisantemi sono in boccio ancora.»

Nel piccolo orto c'era odor di bosso amaro, odor di pace e di convento. Squillava una campana, alta nel vento, dalla chiesetta candida di Mosso.

Singhiozzare volevo: «Io soffro. O buona, aiutatemi voi. Venni per questo. Come se me l'avessero calpesto il cor mi duole, e fede m'abbandona:

mi sferzan tutta, carne anima vene, le passïoni con ardor selvaggio, ed io sento che vano è il mio coraggio, sento la morte o la follia che viene....

Toccate quanta arsura ho nelle mani, guardate quante fiamme ho dentro gli occhi. Fate ch'io preghi, curva sui ginocchi, come nei giorni placidi lontani!...»

.... Ma coglieva, tranquilla, le sue rose d'Ottobre, accanto a me, Suor Nazarena. Niuna fronte mi parve più serena fra una ghirlanda di serene cose.

Travolgendo con sè memoria e sensi con la Rinuncia su di lei l'Oblio era passato. Ignuda e sacra in Dio, stava siccome bimba che non pensi.

Così avvenne che il peso della vita da me cadesse al par di guasto frutto: e ogni senso d'angoscia fu distrutto, ogni voce di pianto fu sopita,

quando, sorgendo fra i tumulti vani del mio dolore e me, lenta mi pose la Donna in mano un gran fascio di rose, dicendo: «Tornerai?... Torna, domani....»