Italian poem
Terra
by Ada Negri (1870–1945)
A Donna Emilia Peruzzi
Dammi una zappa, un erpice o un rastrello A me non cale che l'estate avvampi. Sotto il bacio del sol vivido e bello Vo' lavorar ne' campi.
Così, discinta, con le braccia nude Le vesti rialzate a la cintura! La campestre fatica umile e rude Lo sai?... non m'impaura.
E voglio qui le stanche, le pallenti Gracili dame da la man di cera. Fronde di salcio abbandonate ai venti Steli fioriti a sera.
Gli ammalati di sogno e di nevrosi, I parassiti inutili e belanti, Gialli d'ozio, di spleen e di clorosi, Fantasmi in tuba e guanti.
Giù cravatte e gioielli!... al foco il vano Busto ove il petto sta qual fior di serra!... Chiediam la luce e il solco, e l'aer sano: Alla terra!... alla terra!...
Qual pienezza di vita entro la bruna Zolla che s'apre de la vanga al morso, E insetti e semi e caldi amori aduna!... Come in eterno corso
Van le linfe gioiose, risucchiate Con eterno desìo da la radice, Dai tronchi e da le foglie al vento alate, Qual latte di nutrice!...
È il baccanal del verde e del frumento, Del buon frumento da le spighe d'oro, Maturanti in silenzio a cento a cento Nel Sol di Messidoro:
Lieti fiori di porpora fra il grano Respiran largo, trionfanti e belli. Il riso slancia da l'acquoso piano Gli steli verdi e snelli,
Sorgon bianche ninfee da le paludi, Variopinte corolle in mezzo ai prati, Ovunque i soffii ravvivanti e crudi Son dei fieni falciati;
Un'alma vive in ogni filo d'erba. Un'alma vive in ogni atomo errante. Tutto, con franca voluttà superba, Si bacia al sol fiammante.
Alla terra!... alla terra!... Laceriamo Il seno e i fianchi de la Madre antica: Il tesoro dei frutti a lei strappiamo E de la gonfia spica:
Vogliam nembi di rose e vogliam pane E dolci vini dal sorriso biondo!... Libera scorra la dovizia immane A rotoli pel mondo,
E ovunque arrida: a la soffitta oscura, Al palagio sorgente in mezzo ai fiori: Tutti figli siam noi de la Natura, Tutti lavoratori.
Qui, sotto i cieli, nella luce.--Avanti, Con macchine e forconi e vanghe e scuri, Noi sacerdoti de la forza e amanti Del Sol, noi, belli e puri!...
Già il petto, ecco, s'allarga e rifiorisce: Già le vene s'inturgidan, bollenti: Nova fiumana al cerebro fluisce D'alate idee fulgenti:
Più tristezza non v'ha, non v'ha più noia: Più miseria non v'ha, non v'ha più guerra: Tutto è moto, è salute, è speme, è gioia.... Alla terra!... alla terra!...