Italian poem
Vecchi Libri
by Ada Negri (1870–1945)
Ho freddo, ho freddo in mezzo a voi, severi Libri che antiche pugne a me narrate! Che m'importa di ciò?...--fossili austeri, Il Sol di maggio batte a le vetrate.
Gonfaloni, castelli, glorïose Follie di prenci e papi e imperador, Io vo' l'olezzo de le nuove rose, Io vo' tuffarmi nel meriggio d'or!...
O pali, o mummie, o blocchi di granito, Il fragor de la via non vi ridesta?... Titanico fragor che par muggito, Fischio di vento, rombo di tempesta?...
Larve d'anni e di secoli travolti, Vizze foglie del tempo che fiorì, Filosofi, tiranni, eroi sepolti, L'eco non giunse a voi de' nostri dì?...
Viveste un giorno, o scheletri: morgana Fata arridente al cupido pensiero, Voi pur tradì la multiforme e vana Illusïon che l'uomo appella il Vero.
Pace ai morti!... ma l'attimo fuggente È troppo breve pel nostro gioir: A che arrestarci su le vite spente, Quando il fato ne incalza a l'avvenir?...
Oh, lasciatemi andar dove la nova Scïenza sboccia come al Sole il fiore: Dove brilla, spumeggia e si rinnova L'onda rossa del gaudio e de l'amore.
Ch'io fugga tra i braccianti infaticati, Tra colpi d'ascia e colpi di martel, Ch'io m'involi su i treni scatenati, Sibili e fumo vomitanti al ciel!
Oh, lasciatemi andar per le boscaglie, Fra i sorrisi de l'alte erbe e del grano: Il sangue sparso, o innumeri battaglie, Gioiosamente ora feconda il piano.
E mi chiama la zolla che riverde, E mi chiamano l'ali aperte al vol.... .... Fossili, addio!... Mi salvo in mezzo al verde, Con fiori nei capelli e in faccia il Sol!...