Italian poem
Viaggio Notturno
by Ada Negri (1870–1945)
Si parte: è mezzanotte.--È pigra la cavalla, Su le malferme rôte il veicol traballa: Su, frusta, o carrettier!... Per noi, dell'avventura lieti e securi figli, Non ha minaccie il bosco, l'ombra non ha perigli, Sassi non ha il sentier.
Tutto si cela e dorme--su, frusta, o carrettier!...
Fuor da una nube occhieggia, sogghignando, la luna; Vecchia malizïosa, per la pianura bruna Ella spiando va.
Al ciel velato gli alberi tendono i rami storti, Come preganti braccia di scheletri contorti: Che narri, o immensità?...
.... Fuor da una nube l'algida luna spiando va.
Ritta, commossa e pallida, l'occhio smarrito e fisso, Io, coi capelli al vento, interrogo l'abisso. Inghiotte il tenebror Preci e rancori d'anime, baci di labbra amanti, Sogni, delitti e lacrime, carezze deliranti D'avvelenati amor.
Passan sospiri e brividi traverso al tenebror!...
«Che fai? che vuoi?...» mi chiedono, sôrte da fossa impura Fatue fiammelle erranti presso le basse mura D'un àtro cimiter. Non so; cerco il destino. Forse eterno è il viaggio, Forse eterna è la notte; non importa. Ho coraggio. Su, frusta, o carrettier!...
Io non vi temo, fatui spirti del cimiter.
Nel silenzio tranquillo de l'assopito vano, Misteriosa scôlta, veglia il pensiero umano, Com'angelo immortal. Veglia, e coll'ali fatte di sogno e d'ardimento, sfiora la cieca terra, le nuvole d'argento, La fossa e l'ideal.
Vola, o pensier, sui ruderi, com'angelo immortal!...