Italian poem
Curiosità
by Alfredo Oriani (1852–1909)
Dove mel credi, o bionda indifferente, il tentator mistero che ti affascina; nel cuore o nella mente? nella faccia o nell'anima?
Come il riso del tuo occhio sereno e l'oro caldo dei capelli morbidi, bianca come il tuo seno ti fu la vita inconscia.
Musica e fiori, eterna primavera, continuo oblio di un continuo bacio, la mattina e la sera confuse nel crepuscolo
di un solo amor come profumo solo di un vario mazzo: sempre fiori e musica, api e farfalle a stuolo, oblii, capricci e gioie.
Ed or curiosa sul mio bruno viso, inchina coi lunghi ricci l'interroghi, lo sguardo ed il sorriso tentando colla ingenua
ansia del cuore che la vita ignora. Non vi badar, se quando l'occhio umido ti accarezza e t'implora, improvviso mi striscii
un ghigno sulla bocca. All'alte vette delle montagne inabitate mesconsi nubi, aquila, saette, fior sulla neve, mobili
scheggie di sole, turbini dementi, bianchi silenzi ed ululanti dialoghi... guardan raro le genti giù dalla valle e fremono.
Ama sempre, fanciulla — il tentatore mister non dimandar che in me ti affascina, non origliarmi al cuore, non m'obliarti in faccia.
Musica e fiori, eterna primavera, baci odorosi, ebbrezze mute, spasimi, capricci di pantera, canti di balli scenici...
Ecco l'amore, o bionda indifferente: ama scherzando coll'oblio nell'animo — forse il mister ti mente un poeta maniaco.
Bologna Aprile 1878.