Italian poem
La Vestizione
by Alfredo Oriani (1852–1909)
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Prega il tuo vecchio Dio; da lunghi secoli alla tua casa si mantenne amico; . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . .
. . . . . . . . . . e tu lo supplica, che dal libro tremendo della storia il tuo nome cancelli. Una miseria, frate, è la gloria:
una miseria di peccato, un orrido rossor d'incendio la sua luce, un grido spaventato di poveri lo strepito confuso, infido
de' suoi trionfi — e tu lo sai, che, estranio, di Carlo quinto risalisti il trono e lo scendesti di un tumulto civico al primo tuono.
Va, fàtti frate — per cento battaglie, per ogni terra ogni nemico infranto, con due mondi prostesi alle ginocchia stette; ed il manto
imperïal gittando, nel silenzio di tutti scese pallido severo di uno sprezzo sublime e in sulla soglia del monastero
fra i mendichi aspettò mendico — principe di poco nome, re fuggiasco, vinto guerrier d'Italia vuoi la doppia gloria di Carlo quinto?
Va, fàtti frate: del titano l'epiche orme ricalca in umiltà mentita, ripeti al mondo la vasta tragedia della sua vita.
Il mondo applauda nel convulso gaudio di spettacolo insano al nuovo attore: della tomba nel pensoso silenzio l'imperatore
ti sorrida — Va, fàtti frate, umilia la tua testa di re: di Dio sei degno; tu sulla terra, ne' svelati empirei ei senza regno!
Noi procediamo, i lombi di coraggio cinti, dell'avvenir sulla collina, il baleno negli occhi, ai piedi il sangue per la ruina
di cento mondi, e nella densa marcia principi e grandi cadon soffocati... urla la plebe indomita e si slancia pei dirupati
sentieri all'ardua vetta — il sol purpureo ride agli sforzi giganteschi, esulta la natura e ci guarda lusinghevole la storia adulta.
Avanti, avanti, nella irremeabile tenebra fuggendo Dio s'è ritratto: è la scienza con noi, con noi la gioia di un nuovo patto.
Avanti, avanti, sulla fosca traccia di Dio fuggiaschi vanno i privilegi dell'avaro lavor, dell'ozio nobile, e preti e regi.
Avanti, audaci pionieri, martiri fatali, eterni di un pensier negato, alte le scuri, nudo il braccio e l'animo insazïato!
è l'estrema battaglia di uno splendido novello mondo sulle sante porte: È nostra la vittoria, il vinto muoia... Viva la morte!
Casola Valsenio Agosto 1877.