Italian poem
Belle Istorie
by Amalia Guglielminetti (1881–1941)
i romanzi
Pur t'insinui fra pagine di libri candide e nere, o riso di sirena subdolo, e come sottilmente vibri!
Romanzi letti con anima piena di febbre, a notte, mentre in ombre il lume ripeteva negli angoli ogni scena!
L'amata emersa dalle trine a spume e l'amante a' suoi piedi, ebbro di lei, si sprigionavan molli dal volume.
Illanguidiva i suoi grand'occhi rei smanïosa d'amar la Bovary, o con la barba a punta e con i bei
denti rideva fatuo Bel-Ami.
le favole
Ma non han sempre fascino perverso le belle istorie. Quante care favole ci empiron di prodigi l'universo!
Bimbi, ricordo, in giro a tonde tavole, sotto velate lampade e velate voci di dolci narratrici avole.
E la notte chinavansi le fate sul letto dei fratelli, e bei guerrieri baciavan le sorelle addormentate.
Poi, nella torre alta dei Desideri, come la moglie pia di Barba-blù, una fu chiusa, ed io l'udii pur ieri
gridare: — Anima mia, che vedi tu?
il poema
Più malïardo splende il bel poema dove lo squillo vario della rima come un riso febeo palpita e trema.
Ogni verso è uno stel che reca in cima la sua corolla, e a tre a tre le intesse, sì che l'un fiore l'altro non comprima.
Vi ride amor le sue vane promesse, o vi lamenta la mentita fede, o vi miete una sua sanguigna messe.
E un gel mi guizza dalla nuca al piede pur mentre il tuo torbido amor m'adesca, s'io leggo qual pagasti aspra mercede
pei baci del tuo Paolo, o Francesca.