Italian poem
Nuovi Incanti
by Amalia Guglielminetti (1881–1941)
l'ingannatore
Bevvi a piccoli sorsi la menzogna, come un filtro che induce fantasie fascinatoci al cuore di chi sogna.
In ogni cosa io scoprii malie nuove. Talvolta perseguii la traccia di un dolce incanto per malcerte vie.
Non riguardai l'ingannatore in faccia, per non tremar di oscura diffidenza nell'amoroso cerchio di sue braccia.
Quegli blandiva: — Niuna sapienza che insegni vale un bel gioco che finga. E mi versava in cuore una sua essenza
fatta d'ombra, d'amore e di lusinga.
occhi ignoti
M'inebbriai di sguardi fuggitivi, rapidi come il balenio di fiamma che guizza a notte per i cieli estivi.
Conobbi dentro ignoti occhi la gamma torbida della muta cupidigia, che ravvolge ne' suoi vortici il dramma.
V'opposi un mio disdegno d'alterigia, godendo di passar fra la schermaglia senza recarne su di me vestigia.
Ma pur conobbi l'attimo che abbaglia, colsi a volo la lucida scintilla che scatta in fondo a un ciglio, come scaglia
d'oro, e in un altro sguardo risfavilla.
le nuove attese
Attimi di bellezza, quando intera l'anima sopra un volto s'appalesa, siccome l'ostia dentro la raggera!
Tutta raccolta nell'incerta attesa d'un qualche bene che sarà, che forse non sarà mai, fra due dubbi sospesa,
già ignara d'ogni male che la morse, per la nuova catena che la tenta ella discioglie quella in cui s'attorse.
E mentre intorno a' suoi polsi s'allenta il laccio che il suo pianto già corrose, l'illusïone, dolce anche se menta,
glie n'offre un altro tenero di rose.