Italian poem
Ostilità
by Amalia Guglielminetti (1881–1941)
un rancore
Non so che sorda ostilità mi armasse ieri contro di te. Forse un rancore oscuro alla guerriglia acre mi trasse.
Pareva che un sottile aizzatore incrudisse il mio riso ed il mio gesto, accosciato nell'ombra del mio cuore.
Amore è il tuo avversario: non già questo che a tratti or sì, or no, fra noi balena, ma un altro, assai nel mio cuore più desto.
Quel che fu dono non offerto, pena non detta, slancio trattenuto in me. Il vampo di follia, la vita piena
in cui non mi travolse altri, nè te.
una carità
T'ostinasti a picchiare alle mie porte con il tuo cuor nella tua mano a guisa di pietra e a lungo mi chiamasti forte.
E m'ostentavi la tua faccia intrisa di pianto, come un mendicante astuto, per più carpir dalla pietà improvvisa.
Se a qualche carità, pregando aiuto, tu mi forzasti, non imaginare ch'io n'abbia al par di te molto goduto.
Labbra pietose si fan spesso amare, più amare quando vinsero un ritegno per addolcire il cuore di chi appare
dopo, ma tardi, d'ogni dono indegno.