Italian poem
Quella Che Va Sola
by Amalia Guglielminetti (1881–1941)
le seduzioni
Colei che ha gli occhi aperti ad ogni luce e comprende ogni grazia di parola vive di tutto ciò che la seduce.
Io vado attenta, perchè vado sola, e il mio sogno che sa goder di tutto, se sono un poco triste mi consola.
In succo io ho spremuto ogni buon frutto, ma non mi volli sazïare e ancora nessun mio desiderio andò distrutto.
Perciò, pronta al fervor, l'anima adora per la sua gioia, senza attender doni, e, come un razzo in ciel notturno, ogni ora
mi sboccia un riso di seduzïoni.
dolcezze
Questo m'abbaglia un attimo e scompare, disperso in lieve polverio di fuoco che cade dietro i monti o dentro il mare.
Solo una meraviglia di bel gioco e uno sprazzo di luce entro i miei occhi ne resta, che si spegne a poco a poco.
Ma sembrami talora che mi tocchi una mano leggiera e di dolcezza viva l'anima chiusa mi trabocchi.
E se cerco chi mai quella carezza tentò nell'ombra con la man furtiva, sorprendo la mia folle giovinezza
che sorridendo, muta, mi seguiva.
la giovinezza
Giovinezza, a te sola io m'accompagno. Tu sai tacere quando son serena, sai parlare quand'io aspra mi lagno.
Sai ammonirmi con la voce piena di blandizia: — Ma piangere che vale? Meglio cantar con voce di sirena.
Mi baleni negli occhi un riso eguale al tremore d'argento d'una stella, meravigliando d'ogni mio gran male.
Tenti la lode e mormori: — Sei bella! e scherzi: — Hai sui capelli una corona... E m'accarezzi come una sorella
finch'io non ti sorrida: — E tu sei buona!