Italian poem
Ombre
by Amalia Guglielminetti (1881–1941)
doppio gioco
Mentre parliamo di comuni cose leggere, tu via via a me t'accosti, pieghi su me con ciglia curïose.
Quasi straniero ieri ancor mi fosti, or ci avvicina fredda cortesia, domani andremo per cammini opposti.
Tu t'inchini su me, come chi spia, come chi è attratto a forza e intanto dici cose vane con grazia e leggiadria.
Ma quando un gioco d'ombre tentatrici scopri, io abbozzo un sogghigno involontario. Tu indietreggi, e tra noi, fatti nemici,
ondeggia blando il conversar più vario.
gelosia
Non so dov'ella era nascosta: forse in fondo all'ombra vacua degli specchi. Non la vidi ma il suo riso mi morse.
Sottile mi vibrò dentro gli orecchi con qualche nota di canzonatura, parve squillar dietro gli arazzi vecchi.
Così sentii l'ignota creatura di voluttà, la preda di lussuria, colei che imprime la sua traccia impura
E di gelo restai sotto la furia del desiderio, mi difesi fiera contr'ella che rideva acre un'ingiuria,
e contro chi gemeva una preghiera.
un incontro
La donna che incrociò col nostro passo lento la sua rapidità leggera, ci saettò di sotto il ciglio basso.
Tu con l'occhio e il desìo la passeggera seguisti. Ella sparendo ebbe nell'anca una grazia perversa di pantera.
Subitamente io vacillai, sì stanca che a te mi ressi. Mi pungeva il viso quel sottil gelo che le labbra imbianca.
Ma già da nuova bramosìa conquiso, tu comentavi ancor: — Che malïarda! Di scatto io ti lasciai, con un gran riso
d'ilare odio e di pietà beffarda.
una prudenza
Tronchiamo l'ansia che incrudì già quasi tra noi in febbre. Non ancor ci ha vinti amore, ci irretì gioco di casi.
Non ancor per gli incauti labirinti del male ci guidarono le crude curiosità, ci attrassero gli istinti.
Ciascun di noi nel suo intimo chiude buia tuttor quell'anima diversa che solo scopre il desiderio rude.
Esso poteva smascherar perversa o fiacca o vile questa sconosciuta. Perciò quella che perdi, ancor sommersa
nell'ombra, per prudenza, ti saluta.