Versos Italian Angelo Mazza Il padre moribondo

Italian poem

Il padre moribondo

by (1741–1817)

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Quando, giá spenta a me l’aura diurna, m’abbandoni la vita, e, le palpèbre strette in gelo di morte, abbiami l’urna, muta salma devota alle tenèbre: e intanto il cor si roda taciturna la dolente consorte in vel funèbre, del mio destin segnata ombra notturna, ne l’ora che le stelle ardon piú crebre, a te, figlia, verrò, se ’l ciel nol vieta; mentre dei mali che la premon tanto, la vigil alma il vital sonno acqueta. Mia ventura udirai, sia gioia o pianto. Deh, se la speme il mio penare allieta, mi sien ale i tuoi voti al regno santo! Innamorata del miglior desio, a me, padre, negai caduco obbietto, e a le voci del sangue, e al patrio tetto volontario giurai perpetuo oblio. Pur il tuo fato intempestivo e rio tal mi fe’ forza al cor, padre diletto, che riacceso il filiale affetto quasi ondeggiò tra la natura e Dio. Se non che a l’alma un balenar mi corse novo di grazia, che al divin consiglio sommise il core, e la ragion soccorse. E solo ebb’io di pianto umido il ciglio, che te securo, e me conobbi in forse, me ancor fra l’ombre del terreno esiglio.