Italian poem
Soavissimi baci
by Antonio Bruni (1593–1635)
Soavissimi baci, che son nettare ai labri e manna ai cori, giá mi desti, o Licori. Quinci un bacio vorrei rapir co’ labri miei, per dir se sian piú dolci e piú graditi i donati o i rapiti. Bacia, baciami, o Clori, ma ’l tuo bacio si scocchi o nel labro o negli occhi; perché l’anima mia, che negli occhi e nel labro ognor desia e baciarti e mirarti o mirarti o baciarti, goda pari dolcezza, amante amata, o mirata o baciata. Perché, mentre mi baci, donna, mi mordi e vuoi ch’io provi dolci i baci e i morsi tuoi? Aggiungi i morsi ai baci, perché nel labro impresso il bacio io miri? Sí, sí, con labri accesi e denti ingordi bada, baciami pur, mordimi, mordi, perché dolcezza egual l’anima sente, se talor morde il labro e bacia il dente.