Italian poem
Inganni son le vanità, che a i lumi
by Antonio Ottoboni (1646–1720)
Inganni son le vanità, che a i lumi Del misero Mortal sembran tesori; Titoli, dignità, porpore, ed ori Son foschi lampi, e luminosi fumi. Anch’io credei di farmi eguale a i Numi Dell’Adria, e del Tarpeo co i primi onori: Ma de’ passati efimeri splendori Appena or vedo i languidi barlumi. Alma, degli error tuoi prova più chiara Tu vai cercando ancora? e ancor ti fidi? Deh che sia Mondo a proprio costo impara. Son già tutti per te gli asili infidi; L’onda dolce del Tebro è fatta amara, E l’Adria in scogli ha convertito i lidi.