Versos Italian Benedetto Menzini Giù deposta la faretra

Italian poem

Giù deposta la faretra

by (1646–1704)

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GIU deposta la faretra, E fermato il moto all’ali Vidi Amor, che ad una pietra Arrotava acerbi strali; E da quegli a mille, a mille Uscian fuori arse faville. Io m’accosto e pauroso Miro in fronte il Giovinetto; Ei pareva in sè cruccioso E nel cuor pien di, dispetto; Perchè al nobil lavorio Non dava onda il fiume o ’l rio. Quando a un tempo gli occhi miei Diero in copia il salso umore In pensar, quanto to sei, Cintia, ingrata a un fido cuore; El mio pianto per le gote Irrigò l’arida cote. Ed Amor, che ciò ben vede, Più veloce all’opra intese Poi mi disse: Avrai mercède D’un ufficio sì cortese, E mi punse il manco lato Con un dardo il più temprato. Io volea gridar, ma tosto Mi troncò nel mezzo i detti: Tu sei quel, ch’hai pur disposto Che i miei dardi sian perfetti: Duolti invan d’esser oppresso, Se il tuo mal vien da te stesso.