Versos Italian da Todi Jacopone La Crocifissione (Lucas)

Italian poem

La Crocifissione (Lucas)

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Nunzio. DONNA del Paradiso, Il tuo figliuolo è priso, Jesù Cristo beato.

Accorri, Donna, e vide Che la gente l’allide: Credo che lo si uccide, Tanto l’han flagellato.

Vergine. Como essere potria, Chè non fe’ mai follia, Cristo, la spene mia, L’avesse omo pigliato?

Nunzio. Madonna, egli è traduto: Juda sì l’ha venduto; Trenta danar n’ha avuto, Fatto n’ha tal mercato.

Vergine. Soccorri, Maddalena, Gionta m’è addosso piena: Cristo figlio si mena Come or m’è annunzïato.

Nunzio. Presto, Madonna, ajuta, Ch’al tuo figlio si sputa, E la gente lo muta: L’han condotto a Pilato.

Vergine. O Pilato, non fare Il figliuol mio cruciare: Ch’io ti posso mostrare Come a torto è accusato.

Turba. Crucifi’, Crucifige! Uomo che si fa rege Secondo nostra lege Contraddice al senato.

Vergine. Priego che m’intendiate, Nel mio dolor pensate; Chè forse poi mutate Quel ch’avete pensato.

Nunzio. Traggon fuor li ladroni, Che sian suoi compagnoni. Turba. Di spine s’incoroni, Chè rege s’è chiamato.

Vediam se ’l sarà forte Contro esta mala morte. Muoia fuor de le porte, E Barab sia lassato!

Vergine. O figlio, figlio, figlio, Figlio, amoroso giglio, Figlio, chi dà consiglio Al mio core angustiato?

O figlio, occhi giocondi, Perchè non mi rispondi? Figlio, perchè t’ascondi Dal petto u’ se’ lattato?

Nunzio. Madonna, ecco la cruce Che la gente l’adduce, Ove la vera luce Dee essere levato.

Vergine. O cruce, che farai? II figlio mi torrai? E che ci apponerai, Che non ha in sè peccato?

Nunzio. Corri, o piena di doglia, Chè ’l tuo figliuol si spoglia. La gente par che voglia Che sia in croce chiodato.

Vergine. Togliendogli el vestire, Lassatelmi vedire, Come ’l crudel ferire Tutto l’ha insanguinato.

Nunzio. Donna, la man gli è presa E nella croce stesa, Con un bollon gli è fesa: Tanto ci l’han ficcato.

L’altra man mo si prende, Nella croce si stende; Et il dolor s’accende Che più è moltiplicato.

Donna, i piè sono al segno E chiavellansi al legno; E pel grande sostegno Tutto l’han disnodato.

Vergine. E i’ comencio il corrotto. Figliuolo, mio diporto, Figlio, chi mi t’ha morto, Figlio mio dilicato?

Meglio averieno fatto Che ’l cor m’avessin tratto, Che nella croce tratto Starci descilïato.

Cristo. Donna, ove sei venuta? Mortal mi dai feruta. Il tuo pianger mi stuta Più che ’l mio crucïato.

Vergine. Da me chi t’ha spartito, Figlio, patre e marito? Figlio, chi t’ha ferito? Figlio, chi t’ha spogliato?

Cristo. Donna, perchè ti lagni? Voglio che tu rimagni, Che giovi a’ miei compagni Ch’al mondo aggio acquistato.

Vergine. Figlio, questo non dire. Voglio teco morire, Vo’ costassù salire E morirmiti a lato . . .

Cristo. Donna, mio core afflitto Entro a tue man ti metto: Joanne mio diletto Sia tuo figlio appellato.

Joanne, ecco mia Mate, Togliela in caritate; Aggine pïetate, Chè ’l core ha trapassato.

Vergine. Figlio, l’alma t’è uscita, Figlio de la smarrita: La luce m’è sparita, E ’l cuor m’è attossicato.

Oimè, figlio innocente; O mio sol risplendente, Passato all’altra gente, Qual ti veggio oscurato!

Figlio bianco e vermiglio, Figlio senza simiglio: O figlio, a chi m’appiglio, Chè mi hai, cor mio, lassato?

O figlio bianco e biondo, Figlio, volto giocondo, Figlio, perchè t’ha el mondo, Figlio, così sprezzato?

Figlio dolce e piacente, Figlio de la dolente, O quanto ti ha ’sta gente Malamente trattato!

Joanne, fi’ novello, Morto è lo tuo fratello. Sentito aggio ’l coltello Che mi fu profetato. * * * Percosso ha figlio e matre, E in un colpo atterrati. Trovaronsi abbracciati Madre e figlio a un cruciato.