Versos Italian da Todi Jacopone Ix

Italian poem

Ix

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CONSIGLIO DE L'AMICO A L'ALTRO AMICO CHE VOGLIA TORNARE A DIO

--O frate mio, briga de tornare--nante ch'en morte si' pigliato.

Nante che venga la morte,--sí briga de far lo patto; ca 'l tuo ioco è 'n quella sorte--ch'è apresso a udir matto; nante che sia 'l ioco fatto,--briga lassarlo entaulato.

--Frate, ciò che tu me dici,--te ne voglio amor portare, ché fai co fan i bon amice--che de l'amico vol pensare; ma ho fameglia governare--che ne so molto embrigato.

--Se tu regge la fameglia,--non la regger de l'altroi; al poder tuo t'arsomeglia,--quegne spese far ne pòi; non morir pro i figliol toi;--ca poco n'èi regraziato.

--Frate, se l'altrui sí rendo,--giran li me' figli mendicati; nol posso far, tutto m'accendo--de lassargli desolati; dai vicin serían chiamati--figli di quel desprezato.

--Frate, or pensa la sconfitta--che non aspetta el pate e 'l [figlio; e sí piglia la via ritta--da mucciar da quel empiglio; e quel ch'aspetta en quel piglio--el figlio e 'l pate è poi legato.

--Frate, avuto agio en usanza--ben vestir e ben calzare; non porría soffrir vilanza--en questa guisa desprezare; faríame a deto mostrare:--Ecco l'uomo mal guidato.

--Testo a l'amo s'arsimiglia--ca de for ha lo dolzore, e lo pesce, poi che 'l piglia,--sentene poco sapore; dentro trova un amarore--che gli è molto entossecato.

--Non porría degiun suffrire--per la mia debeletate; mename a lo morire--le cocin mal frumiate; e sí per mia necessitate--voglio ciò che son usato.

--Frate, or pensa le pregiune:--regi e conti ce son stati, e donzelli piú che tune--en tal fame s'on trovati, che i calzar s'on manecati;--con que loto ci on trescato!

--Non porría veghiar la notte--e star ritto en orazione; parme cosa tanto forte--de metterme a derenzione; ché, se veghio per stagione,--tutto 'l dí ne vo agirlato.

--Or pensa gli encastellati--co so attenti al veghiare! che da for so assediati--da chi lor sí vol pigliare; tutta notte sto a gridare,--ché 'l castel non sia robbato.

--Frate, sí m'hai sbagutito--con lo tuo bon parlamento che nel cor sí so ferito--d'un divin accendimento; pigliar voglio pensamento--ch'io non sia piú engannato.

Gir ne voglio a lo patrino--ad accusar la mia matteza; meglio m'è esser pelegrino--che d'aver questa riccheza, la qual me mena a la dureza--de quel fuoco acalurato.