Italian poem
Cadder preda di morte e in pena ria
by Faustina Maratti (1679–1745)
Cadder preda di morte e in pena ria M’abbandonaro e ’l Genitore, e il Figlio, Questi sul cominciar del nostro esiglio, Quegli già corso un gran tratto di via. Obbliarli io credea: com’altri obblìa La memoria del mal dopo il periglio: Ma sempre, o vegli o sia sopito il ciglio, Me gli offre la turbata fantasia. Sol con queste due pene, iniqua sorte, Sempre m’affliggi: or mancan altri affanni? Ah se ti mancan, chè non chiami morte? Venga pur morte e rompa il corso agli anni: Amara è sì, ma sempre fia men forte Che la memoria de’ sofferti danni.