Italian poem
Amato figlio, or che la dolce vista
by Faustina Maratti (1679–1745)
Amato figlio, or che la dolce vista Sicuro affiggi nel gran Sole eterno, Nè tema hai più di cruda state o verno, Nè gioia provi di dolor commista: Vorrei che a quel pensier che sì m’attrista Della perdita tua dessi governo: Che quantunque dal falso il ver discerno, Tropp’ei l’anima mia turba, e contrista. E non vorrei pel duol, ch’ogn’alto avanza Essere a te men cara appresso Dio, Poichè già non piang’io tua lieta sorte. Piango solo la morta mia speranza Di quà vederti e tanto è il desir mio Che dolce e bella mi parebbe morte.