Italian poem
Ahi che si turba, ahi che s'innalza e cresce
by Faustina Maratti (1679–1745)
Ahi che si turba, ahi che s’innalza e cresce Il mar che irato la mia nave porta: E un vento rio l’incalza e la trasporta Fra scoglio, ove a se stesso il flutto incresce. E più la pena all’alma e il duol s’accresce, Ch’io perder temo l’astro che mi è scorta: Che ben splende da lungi, e mi conforta: Ma il Ciel s’oscura, e in un confonde e mesce Lampi, e saette: ahi quanto, ahi quanto è grave L’aspro periglio, e non ho chi m’invola Al fier naufragio, alla spietata sorte! E meco il mio nemico ho su la nave: Egli col ferro, io disarmata e sola: Or come potrò mai scampar da morte?