Italian poem
Che? non credevi forse, anima schiva
by Faustina Maratti (1679–1745)
Che? non credevi forse, anima schiva, Cader sotto il mio giogo alto e possente? Credevi tu quell’orgogliosa mente Mantener sempre d’ogni affetto priva? Sotto qual clima, in qual’estrania riva Alma si trova, ch’il mio ardor non sente? Arser gli Dei, non che la mortal gente, Alla mia face eternamente viva. E tu sola pensasti andar disciolta? Or mira: preparata è la catena, Il giogo, e i lacci, onde fia l’alma involta. Così parlommi Amore, e la serena Tranquilla pace fu dal mio cor tolta: Ahi lacci, ahi giogo, ahi servitude, ahi pena!