Italian poem
Bacio l'arco e lo stral, e bacio il nodo
by Faustina Maratti (1679–1745)
Bacio l’arco e lo stral, e bacio il nodo: In cui sì dolcemete Amor mi strinse: E bacio le catene in cui m’avvinse: Auree catene, onde vie più m’annodo. E il suo bel foco, e la sua face io lodo, Che a un così puro ardor l’alma costrinse: Soave ardor, ch’ogni mia pena estinse, Talchè vivendo io ardo, e ardendo io godo. Tempo già fu che in lagrimosi accenti D’Amor mi dolsi, e non sapea, che sono Nunzj del suo piacer pochi tormenti. Or’al Nume immortal chieggo perdono: E voi tutti obbliate i miei lamenti Voi che ne udiste in rime sparse il suono.