Italian poem
O povertà, come tu sei un manto
by Fazio degli Uberti (1305–1400)
O povertà, come tu sei un manto D’ira d’invidia e di cosa diversa! Così sia tu dispersa, E così sia colui che ciò non dice! Io dico sol per sodisfarmi alquanto Di te, o sposa d’ogni cosa persa, Per la quale è sommersa D’onor al mondo ogni viva radice. Tu privazion d’ogni stato felice, Tu fai la morte altrui sempre angosciosa Bizzarra e disdegnosa; Tu più che morte per ragione odiata E nel voler d’ogni animo privata. Con ragion più che morte sei fuggita, Sol perchè morte ogni uom tardo la spera; Ma di te, cruda fera, Mai non si vede cosa giusta e diva. La morte può ben l’uom privar di vita Ma non di fama e di virtude altera: Anco felice e vera Riman perpetual nel mondo e viva. Ma chi a tua foce sconsolata arriva, Sia quanto vuol magnanimo e gentile, Che pur tenuto è vile; E perciò chi nel tuo abisso cala Non speri in alcun pregio spander l’ala. E perciò ha terror mia mente ingombra, Ch’io prenda alquanto studio al mio riparo: Chè, s’io discerno chiaro, Per te al furto il leal si conduce, Per te l’uom giusto a tirannia sè adombra, Per te diventa il magnanimo avaro; E d’ogni vizio amaro, Secondo il mio parer, tu ne se’ duce. Adunque non s’acquista per te luce, Anzi si vien nel tenebroso inferno; E, come chiar discerno, Infermità prigion morte e vecchiezza Al tuo rispetto è luce di dolcezza. E con ipocresìa benchè sian molti Che appellan te con verace desìo, Ed allegano Iddio Come il tuo stato non gli parve grave; Ma ben si sa per gli uomini non stolti Se è pover chi di tutto può dir mio; Lo me ’ntendo ben io, Che a quello il grande affanno par soave. Di Dio fu tutto, e tutto ebbe, e tutto have: Non dirà alcun che lui povero fu Nel tempo che qua giù Per dar la gloria a noi visse visibile, Perciocchè tutto aver gli era possibile. Canzon, tu te ne andrai peregrinando; E s’alcun trovi che contro ti dia, Che povertà non sia Assai più fiera ed aspra ch’io non dico, La tua risposta sia breve parlando; E di’ che ’n lui si move ipocresìa. E poi con voce pia Dirai che poco men son che mendico, E non poss’esser di me stesso amico.