Italian poem
A Monsignor Agnolo Divizi gridando la sua innocenza
by Francesco Berni (1610–1673)
Poiché da voi, signor, m’è pur vietato che dir le vere mie ragion non possa, per consumarmi le midolle e l’ossa, con questo novo strazio e non usato,
finché spirto avrò in corpo e alma e fiato, finché questa mia lingua averà possa, griderò sola, in qualche speco o fossa, la mia innocenzia e più l’altrui peccato.
E forse ch’avverrà quello ch’avvenne della zampogna di chi vide Mida, che sonò poi quel ch’egli ascoso tenne.
L’innocenzia, signor, troppo in sé fida, troppo è veloce a metter ale e penne, e quanto più la chiude altri più grida.
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