Italian poem
Ballata decima
Surse pronto il re musico; ed il lesto piè mosse in cerca de ’l beato giglio. E a l’antico giaciglio di Vigorina giunse trepidando.
Vide lo stelo e vide anche l’anello; e lo stel ne ’l cerchietto pareva il dito fragile e mortale d’una ninfa cangiata in arboscello. Ma il sire, a tal conspetto, non osò porre la sua man regale su l’anello fatale; poiché, da quando l’erbe a Vigorina furon fiorito letto, il giglio erasi aperto a la divina luce, non più da ’l calice constretto; e Astíoco, in tòr la pietra alabandina, infranto avrebbe il giglio verginale che a ’l sol ridea, sì dolce palpitando. —