Versos Italian Gabriele D'Annunzio Ballata E Sestina Di Commiato

Italian poem

Ballata E Sestina Di Commiato

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.... su da la tenebra crescea per l'arti de la maga tessala, porgendo la man nivea.

DIANA INERME.

Disegno di GIUSEPPE CELLINI.

BALLATA.

Ora è muto il selvaggio paradiso già costumato a la tua signoria. Dov'è la voce onde l'anima mia e la selva tremavan d'improvviso?

Pavidi, in tra la selva umida e fresca, correano a quella voce i cavriuoli. Splendean miti ed umani li occhi a l'ombra in guardarti; ed i figliuoli, alti e biondetti, sen venìano a l'esca de 'l cibo, come a 'l pan giovini cani. Forte ridevi tu quando a le mani i lor teneri denti ti mordevan con piani incitamenti. Tra la fronda eran queti li usignuoli ed i frassini intenti ascoltavan salire il dolce riso.

SESTINA.

Quando più ne' profondi orti le rose aulivano per l'aria de la sera e mesceasi a quel lor tepido fiato sapor di miele da' pomari d'oro, venne Isaotta un tempo a le mie braccia, candida e mite quale a maggio luna.

Non sì dolce chinò li occhi la Luna su 'l suo vago sopito in tra le rose Endimïon, tendendo ambo le braccia, (splendeva il Latmo a la vermiglia sera, cui bagnano i ruscelli in vene d'oro: sol de' veltri s'udia l'ansante fiato)

com'ella sovra me. Caldo il suo fiato io sentìa su 'l mio volto, ed a la luna vedea brillare la cesarie d'oro cui cingevano i miei sogni e le rose. Fulgida aurora a me parve la sera, ne 'l cerchio de le sue morbide braccia.

Dolce cosa languir tra le sue braccia! Dolce, languendo, bevere il suo fiato! Voci correan d'amor per l'alta sera; e bramire s'udian cervi a la luna da' chiusi, e Agosto a l'ombra de le rose cantar soletto in su la tibia d'oro,

e a quando a quando, come in vaso d'oro pioggia di perle, da le verdi braccia de li alberi che misti eran di rose le odorifere gomme ad ogni fiato d'aura cader su' fonti ove la luna piovea gl'incanti de l'estiva sera.

O donna ch'anzi vespro a me fai sera, cui Laura è suora ne le rime d'oro, deh foss'io, come il vago de la Luna, addormentato, e alfin tra le tue braccia mi risvegliassi e bevere il tuo fiato potessi ancora, in letto alto di rose!

Tu la Bella vedrai diman da sera e a lei ricingerai le chiome d'oro, canzon, nata di notte senza luna.

QUI FINISCE IL LIBRO D'ISAOTTA.