Italian poem
Ballata Delle Donne Sul Fiume
A torme a torme candidi paoni, lenti, silenti come neve in aria, discendono su l'agili ringhiere.
ELIANA.
Disegno di MARIO DE MARIA.
I nitidi mercanti alessandrini, profumati di cìnnamo e d'issopo, bevean su la riviera di Canopo ne' calici de 'l loto i rosei vini.
Noi lungo il fiume, ove sì dolci istanti indugiammo cercando per la via il grappolo tardivo, navighiamo a diletto, in compagnia di musici che il lido empion di canti. Tutto s'accende il lido fuggitivo a lo splendor vermiglio. Tu, ridendo, co 'l calice d'un giglio attingi le bell'acque scintillanti. La man tua lieve crea schietti rubini.
Le gentildonne, che fan gaia corte a te con gran sollazzo, in su' minori legni, rapidamente seguon l'esempio e con i bianchi fiori attingon l'acque d'or, ridendo forte. Tutte, in un tempo, bevono a 'l lucente vespero, inebriate, quasi Bacco le linfe abbia cangiate in vin di Scìo, da' regni de la morte. Suonano a torno i lieti ribechini.
Così tu vai, piacente Primavera, navigando ne 'l vespero, per l'almo fiume onde Amore sorse; e i gigli tratti dietro il paliscalmo vestono forme, ne la dubbia sera. Non calano da' rotti argini forse le ninfe a 'l Latamone? Questa, piena di donne e di canzone, non è l'isola bella di Citera? Non sei tu dunque iddia ne' tuoi domíni?
Questa è l'isola bella: non la tiene però Venere. Isotta ha signoria, Isotta Biancamano, su la verde Brolangia solatìa ove reìne clementi e serene vissero a lungo, in tempo assai lontano, e amaron poetare. Qui non s'ode Bacchilide cantare, non Saffo, non Alceo di Mitilene. Ma s'odono i leuti fiorentini.
O musici, toccate li strumenti con più dolcezza, poi che a' lauri in cima è la luna novella. Cantate, o gentildonne, a cui la rima fiorisce in amorosi allettamenti a sommo de la bocca picciolella. Sicchè di su l'altura udendo suoni e canti a la ventura, veggendo faci, dicano le genti: --Torna forse Brisenna a' suoi festini?
VI.