Italian poem
Ballata ottava
Meriggiava quel re, sotto il pomario che splendeva a’ suoi dì come un tesoro. Cadeano i frutti d’oro gravi su ’l suolo in torno, a quando a quando.
Rendean per l’aria in torno una fragranza di miel, così gioconda che al cuor giungeva quale un vin di rose. E il buon Astíoco, in mezzo a l’abbondanza de’ frutti, di profonda dolcezza pieno l’anima, si pose a laudare le ascose virtuti de la terra in un poema. Giunto era a la seconda canzone quando, senz’alcuna tema, ei scorse Elai. Qual re di Trebisonda, il capo cinto avea d’un diadema ed il petto di pietre preziose che vincevano il dì riscintillando.