Italian poem
Ballata quattordicesima
Or quale io bevvi ignoto filtro, inconscio? Era ne la sua bocca, era ne l’acque la virtù cui soggiacque ogni mio senso, amor rilampeggiando?
Non so. Ma come uscimmo da la chiostra in su’ paschi feudali ove il bel fiume suoi tesori aduna, parvemi cavalcare ad una giostra, e che da que’ fatali occhi mi sorridesse la fortuna e fusser ne la luna in urna d’adamante custodite le mie sorti regali. Onde, felici, a ’l Sol candido e mite e a l’ardor de’ cavalli ed ai natali vènti ci abbandonammo; e le due vite nostre mescemmo e rinnovammo in una vita più forte, che s’aprì raggiando.