Italian poem
Ballata sesta
Non sogna — io dissi. Ed ella: — Io so che un giorno venne il sire a fugar da que’ cari occhi l’incanto, ed a ginocchi baciò la rara mano, supplicando.
Ei parlò di tesori e di castella, di terre ismisurate, d’omaggi e di diletti senza nome. Lucidamente arrisegli la Bella, dicendo: “Voi mi fate onor grande, o mio sire. Ma pur, come sorga l’alba, le some voi leverete, a ritrovare l’orme. Altre plaghe ho regnate! Eranmi schiavi li astri in lunghe torme; e in tal regno le feste ho celebrate de’ suoni, de’ colori e de le forme.„ Disse; e di nuovo arrise, ne le chiome ampie, come in un gorgo, profondando. —